Dal 1° di Gennaio, l’Unione Terrae Fluminis ha ultimato il suo percorso. A causa del recesso unilaterale del comune di Torricella del Pizzo, l’ente ha dovuto sciogliersi. In questi anni l’Unione ha consentito di ottenere importanti finanziamenti, di effettuare importanti progetti ed una buona programmazione sia nelle attività straordinarie che in quelle ordinarie. Per i cittadini non cambierà nulla in termini di servizi, in quanto questi verrano tutti assorbiti dal Comune di Gussola, così come il personale dipendente.
Spiace terminare un’esperienza sulla base di scelte effettuate a mio avviso senza valutare per bene gli effetti e le opportunità.
Siamo passati da una possibile fusione, allo scioglimento dell’Unione. Il governo e la politica devono dare stabilità a scelte strategiche soprattutto per quanto riguarda i piccoli comuni i nostri. Le difficoltà economiche che affronteremo nei prossimi anni, porteranno obbligatoriamente i comuni a lavorare assieme. I tagli effettuati dallo stato centrale sono solo l’inizio, consideriamo poi anche le sempre più importanti esigenze riferite ai servizi sociali, alle fragilità in aumento. Questi sono i veri impegni che renderanno sempre più complicato amministrare le nostre piccole realtà. Purtroppo, come dicevo prima, troppo è lasciato all’autonomia decisionale di pochi. Dobbiamo pensare di fare un salto di qualità culturale ed amministrativo importante. Sempre meglio organizzarlo e costruirlo che subirlo.
La fase dell’Unione ora vedrà la messa in liquidazione dell’ente, chi ha esercitato il recesso, che è pur sempre un diritto, ha rinunciato a tutti i contributi o investimenti effettuati con finanziamenti e fondi dell’Unione, oltre a ciò proseguirà nel pagamento dei vari impegni assunti in questi anni. La fase è ben codificata dalla norma, vedremo in futuro gli effetti di tale scelta ed anche i risultati che porterà. Sicuramente il 2025 sarà un anno di transizione ed assestamento per poi ripartire e proseguire con il raggiungimento degli obiettivi di mandato.




